Immaginate di camminare tra viuzze strette dove il tempo sembra essersi fermato, dove gli asini sono ancora il mezzo di trasporto principale e dove l’architettura swahili racconta storie di commerci antichi e incontri tra culture. Lamu Old Town, patrimonio UNESCO nel cuore del Kenya, è una di quelle destinazioni che sfuggono ai circuiti turistici di massa e che in febbraio regala il meglio di sé. Mentre l’Europa è avvolta nel freddo invernale, questo angolo dell’Oceano Indiano vi accoglie con temperature perfette, spiagge deserte e un’atmosfera autentica che difficilmente dimenticherete. Partire con gli amici per questa avventura significa immergersi in un’esperienza che mescola relax, cultura e scoperta, il tutto senza svuotare il portafoglio.
Perché febbraio è il momento perfetto per Lamu
Febbraio rappresenta uno dei mesi ideali per visitare l’arcipelago di Lamu. Le piogge sono lontane, il clima è secco e piacevole con temperature che oscillano tra i 25 e i 30 gradi, e l’umidità è decisamente più sopportabile rispetto ad altri periodi dell’anno. La brezza costante dell’oceano rende le giornate perfette per esplorare l’isola a piedi o in dhow, le tradizionali imbarcazioni a vela. In questo periodo, inoltre, l’isola non è ancora invasa dai turisti che arrivano durante l’alta stagione estiva, permettendovi di vivere un’esperienza più autentica e di interagire più facilmente con la popolazione locale.
Un tuffo nella storia swahili
Lamu Old Town è una delle città swahili meglio conservate dell’Africa orientale, con oltre 700 anni di storia. Perdersi tra i suoi vicoli è come fare un viaggio nel passato: le case in corallo e legno di mangrovia, i portali intagliati con motivi geometrici e floreali, le piccole piazze dove gli anziani si ritrovano per giocare a bao, tutto parla di una civiltà raffinata nata dall’incontro tra Africa, Arabia e India.
Passeggiando senza meta precisa scoprirete che ogni angolo nasconde una sorpresa: cortili interni freschi e ombreggiati, botteghe artigiane dove vengono costruiti i modellini dei dhow, fornai che sfornano mkate wa ufuta (pane al cocco) seguendo ricette tramandate da generazioni. La città si gira esclusivamente a piedi o in asino, dato che le strade sono troppo strette per le automobili: un dettaglio che contribuisce a creare un’atmosfera fuori dal tempo.
Cosa non perdere a Lamu Old Town
Il Lamu Museum è una tappa fondamentale per comprendere la storia e la cultura dell’arcipelago. Ospitato in un edificio storico sul lungomare, racconta attraverso reperti archeologici, strumenti musicali tradizionali e ricostruzioni la vita swahili attraverso i secoli. L’ingresso costa circa 5 euro ed è denaro ben speso per contestualizzare tutto ciò che vedrete in giro.
Il Lamu Fort, costruito dagli omaniti all’inizio del XIX secolo, domina la città ed è oggi utilizzato come biblioteca e spazio culturale. La sua struttura imponente testimonia il passato strategico dell’isola lungo le rotte commerciali dell’Oceano Indiano.
Per chi viaggia con amici, un’esperienza imperdibile è noleggiare un dhow per la giornata e navigare verso le isole vicine. Manda Island, con le rovine di Takwa, un insediamento swahili abbandonato nel XVII secolo, offre un tuffo nella storia ancora più profondo. Shela Beach, raggiungibile anche con una piacevole camminata di 45 minuti lungo la costa, regala chilometri di sabbia bianca praticamente deserta e dune che sembrano uscite da un film. Un dhow per l’intera giornata costa tra i 50 e gli 80 euro da dividere tra il gruppo: decisamente accessibile.
Esperienze autentiche da vivere insieme
Lamu è uno di quei posti dove il viaggio diventa davvero esperienza condivisa. Potete partecipare a un corso di cucina swahili, imparando a preparare piatti come il biryani, il pilau o il samaki wa kupaka (pesce al cocco), oppure visitare una delle piantagioni di mango nell’entroterra dell’isola durante la stagione.

Al tramonto, il lungomare si riempie di vita: le famiglie escono per la passeggiata serale, i ragazzi giocano a calcio sulla spiaggia, i pescatori rientrano con il pescato. Sedersi su uno dei muretti in pietra corallina e osservare questa scena quotidiana, magari sorseggiando un succo di tamarindo fresco, è uno di quei momenti semplici che rendono speciale un viaggio.
Per gli amanti dello snorkeling, le acque intorno a Lamu sono ricche di vita marina. Manda Toto e Kiwayu, più a nord, offrono barriere coralline splendide dove nuotare tra pesci colorati e tartarughe marine. Molti proprietari di dhow organizzano escursioni combinando navigazione, snorkeling e pranzo a base di pesce grigliato su un’isola deserta, il tutto per circa 30-40 euro a persona.
Muoversi low-cost sull’isola
Raggiungere Lamu richiede un piccolo sforzo in più rispetto alle destinioni più battute, ma ne vale decisamente la pena. Da Nairobi ci sono voli interni per Manda Island (l’aeroporto di riferimento) che durano circa un’ora e costano tra i 70 e i 120 euro se prenotati con anticipo. Dall’aeroporto, una breve traversata in barca motorizzata vi porta a Lamu Town in 10 minuti per circa 2 euro.
Sull’isola non esistono trasporti pubblici nel senso tradizionale, ma spostarsi è economico: camminare è il modo migliore per esplorare la città vecchia, mentre per raggiungere Shela o altri punti dell’isola potete prendere una barca-taxi condivisa che costa circa 1 euro. In alternativa, noleggiare un asino per mezza giornata (un’esperienza davvero particolare!) costa intorno ai 5-8 euro.
Dormire e mangiare spendendo poco
Lamu offre sistemazioni per tutte le tasche. Le guesthouse a gestione familiare nel cuore della città vecchia sono la scelta migliore per chi viaggia con amici e vuole risparmiare: con 15-25 euro a notte si trova una camera doppia pulita e accogliente, spesso con terrazza panoramica sul tetto. Alcune hanno anche camere multiple perfette per gruppi.
A Shela, il villaggio vicino, l’atmosfera è leggermente più sofisticata ma restano opzioni economiche, soprattutto piccole strutture fuori dal lungomare dove una stanza può costare 20-30 euro.
Per quanto riguarda il cibo, Lamu è un paradiso gastronomico per chi ama i sapori speziati e i piatti a base di pesce. Le bancarelle e i piccoli locali lungo le strade della città vecchia offrono pasti completi per 3-5 euro: riso pilau, samosa ripiene, maharagwe (fagioli speziati) e chapati appena sfornate. Il pesce fresco viene venduto ogni giorno al mercato e molti piccoli ristoranti lo preparano alla griglia con contorni a prezzi imbattibili.
Sul lungomare e a Shela ci sono locali leggermente più turistici ma comunque accessibili, dove con 8-12 euro si mangia un’ottima cena a base di pesce, spesso accompagnata dalla vista dell’oceano. Condividere i piatti tra amici, come si usa nella cultura swahili, permette di assaggiare più specialità risparmiando.
Consigli pratici per il vostro viaggio di gruppo
Portate con voi contanti in scellini kenioti: a Lamu gli sportelli bancomat sono pochi e non sempre funzionanti, e molti posti non accettano carte. La città vecchia è labirintica, quindi lasciatevi guidare dall’istinto e non abbiate paura di perdervi: fa parte del fascino. Rispettate le usanze locali, soprattutto nell’abbigliamento: Lamu è a maggioranza musulmana e apprezzano chi si veste con un minimo di sobrietà.
Febbraio è perfetto anche per godersi le spiagge senza la folla, quindi portate costume e crema solare, ma anche una sciarpa leggera per proteggervi dal vento costiero. La sera può fare più fresco, soprattutto in barca.
Lamu Old Town vi aspetta per regalarvi un’avventura autentica, lontana dai soliti clichè turistici, dove viaggiare low-cost non significa rinunciare alla bellezza ma piuttosto scoprirla in modo più genuino e memorabile.
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